L’attività commerciale e finanziaria di Giorgio Sinadino, orefice di Candia dal repertorio del notaio Giorgio Aymo, 1369-1372

Part of : Θησαυρίσματα ; Vol.41-42, 2011, pages 89-114

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89-114
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L’orefice candiota Giorgio Sinadino —la cui attività è ben testimoniata per gli anni 1369-1372 dal repertorio del notaio Giorgio Aymo— si configura come l’emblema di quel ceto artigianale di origine greca che, avvalendosi al meglio delle opportunità offerte dalla società veneto-cretese, sa trasformarsi nella seconda metà del Trecento in ceto mercantile. Grazie alla passione per gli affari e alla cognizione delle tecniche finanziarie che egli possiede, o che si procura nel corso della sua attività, egli estende il proprio campo d’azione, staccandosi dal piccolo commercio ordinario della sua bottega, per cogliere —in base a quella regola del commercio medievale per cui la polivalenza costituisce la prima virtù dell’uomo d’affari— le occasioni propizie sia per acquistare vino o vendere merci, quali il lino, che gli promettono ampi profitti, sia per incrementare la propria attività artigiana entrando in società con altri orafi, sia, infine, p er partecipare ai lucri che il commercio del Levante offre a chi disponga non soltanto di somme da maneggiare liberamente, ma anche dell’accortezza necessaria per scegliere mercanti avveduti a cui affidarle.
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