Οι καμπάνες του τουρκοκρατούμενου Ναυπλίου στη Βενετία (1540-1693)

Part of : Θησαυρίσματα ; Vol.15, 1978, pages 228-245

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228-245
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Il presente studio ha come oggetto la storia, sulla base di documenti dell’archivio della Confraternita Greca di Venezia (reg. 188, 194 e proc. 183) di due campane di Napoli di Romania (odierna Nau- plia) che, dopo la resa ai Turchi di questa città veneziana (1540), furono devotamente trasportate a Venezia e consegnate in deposito alla Confraternita fino al ritorno dei veneziani in questa città. Durante questo periodo le campane conobbero varie traversie. Nel 1559 si pensò di venderle per saldare dei debiti della Confraternita, ma l’intervento di Nicola Calavròs, la stessa persona che le aveva portate da Napoli, fece naufragare il progetto. Nel 1593 la Confraternita tentò di utilizzare il loro bronzo per la fusione delle grandi campane del campanile di San Giorgio in costruzione. Ma anche questa volta l’intervento di Gabriele Seviros, metropolita di Filadelfia stabilito a Venezia, sventò il tentativo. Da allora in poi si ignora la sorte delle campane. S ta di fatto che, dopo la liberazione di Napoli di Romania (1686) alla richiesta del metropolita Macarios Pelecanos e dei sindaci di questa città, la Con- traternita Greca di Venezia consegnò (1693) agli inviati della città due nuove campane di 150 libbre Luna.
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